Prefazione alla silloge"Inginocchiata a picco sul cielo" di Serena Vestene

La poesia di Serena Vestene sa essere avvolgente come un abbraccio, ma anche tagliente come un rasoio. E’ la poesia del sentire sincero, quella che ci rimanda la realtà interpretata ma non distorta, raffinata e al tempo stesso limpida. Una poesia moderna che ha echi classici e, soprattutto, il grande merito di far vivere all’unisono forma e contenuto, facendoli quasi combaciare, come in una vera e propria sinfonia.
Nella sua seconda silloge – dopo “A occhi spenti” - si sente prepotente il desiderio di ridare valore alla parola in un mondo - quello poetico, ma non solo - nel quale ha perso molto del suo significato, è stata svuotata dalle sue valenze magiche e impoverita dall’uso di termini ormai consunti o pleonastici. Da qui l'impulso al tautogramma e anche alla composizione a verso libero più forte nei toni, ma anche più comunicativa ed espressiva, cercando la capacità evocativa in tutto il suo potenziale. In questi versi difficilmente troverete una parola fuori posto o un verso “stonato”; piuttosto godrete di un’armonia musicale, poetica e stilistica davvero notevole.
Il titolo stesso, così particolare -  un ossimoro - ci introduce nella poetica di Serena prendendoci per mano e trascinandoci in un mondo dove la vera poesia regna pacificamente su ogni cosa, insinuandosi ovunque, anche fra le tematiche più difficili e impegnative, fatto per nulla scontato al giorno d’oggi. Si tratta di una poesia ricca di sfumature, piena, intensa e seducente, con lo sguardo aperto sul mondo e su se stessi pieno di meraviglia, nonostante il leggero disincanto che viene dall’esperienza, dalla ricerca di vita e dalla consapevolezza. La spiccata musicalità, la ricchezza di metafore, assonanze, allitterazioni e altre figure retoriche, usate sapientemente, non fa che accentuare la bellezza dell’insieme.

In definitiva, penso di poter affermare che è nata una nuova voce importante nel caotico universo della poesia attuale italiana. Purtroppo, siamo sempre meno “in ascolto” perché la poesia ci mette in contatto con il nostro vero sé, la poesia è un mondo cui tutti apparteniamo, in modo attivo o passivo, semplicemente vivendo. E ci vuole coraggio per affrontarla. Non rinunciamo a questa esperienza, a questo viaggio immaginifico, all’incanto dei versi di Serena, che ci faranno volare alto.
Daniela Cattani Rusich