Recensione al libro "Sul filo del rasoio" di Verdiana Maggiorelli

NOTA DILETTURA

a BALLANDO SULFILO DEL RASOIO di Verdiana Maggiorelli

 

 

Sesso, folliae morte. Corpo, mente e anima: l’essenza dell’essere umano, e in questo libro -che definire raccolta di racconti è riduttivo - l’essenziale è portato alle estreme conseguenze.

Le storie narratesono perlopiù border-line, rivolte a lettori disposti a varcare il confine tra normalità e devianza,realtà e immaginazione, autobiografismo e fiction.

I personaggisono protagonisti, o comprimari, di più episodi in ruoli differenti, talvoltaaddirittura ribaltati a seconda del contesto. Peculiarità, questa, estremamenteinteressante, a tratti geniale, poiché ci ricorda che noi tutti siamo vittime ecarnefici al tempo stesso, a seconda delle situazioni in cui ci troviamo e allepersone con cui interagiamo.

Dalla così detta“normalità” (un’illusione?) alla follia il passo è breve, o forse un salto piùche un passo, tuttavia meno improbabile di quanto si potrebbe pensare.Soprattutto quando la coscienza – altra protagonista sottesa al racconto, esottintesa – è labile, traballa, non avendo avuto adeguato spazio peresprimersi.
Lo stile di Verdiana Maggiorelli è originale ed eclettico: dalla narrazione aldialogo, dal monologo interiore all’azione pura, Il tutto sviluppato con unlessico sapiente e mai banale, seppur accessibile a tutti.

L’autrice haal suo attivo due sillogi poetiche, un’altra raccolta di racconti e ha ricevutoriconoscimenti importanti in numerosi premi letterari

“Ballando sulfilo del rasoio” è un libro prezioso, ironico, drammatico, intrigante einsolitamente empatico. Il lettore non potrà non esserne attratto e coinvolto,tanto da sentirsi egli stesso uno dei protagonisti.



Daniela Cattani Rusich