Su Segreta, di Maria Gisella Catuogno


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 “Non è una poesia pensata la mia: nasce dal vissuto, dalla conoscenza e si plasma nell’istintualità, nell’appassionata sperimentazione”, così scrive Daniela Cattani Rusich nella nota introduttiva del suo libro di poesie “Segreta”. In effetti leggendo le poesie di Daniela si sente che è vero, che è proprio così, che le sue parole nascono da un profondo amore per la vita, da un entusiasmo per la vita che pur nei momenti più bui e difficili non ha mai perso, anzi se ne è nutrita per non farsi abbattere, per continuare a credere e a sperare nella ricchezza della nostra terrenità.

Potrebbe apparire un ossimoro l’espressione “appassionata sperimentazione” là dove sperimentazione ci evoca qualcosa di freddo, di calcolato, di studiato e ricercato, eppure la sperimentazione cui si riferisce Daniela Cattani Ruisch è strettamente legata all’aggettivo appassionata in quanto la passione è una caratteristica forte della sua poesia. Dunque la sua sperimentazione è quella di chi non si nega a nulla, che tutto è pronta a vivere a piene mani, ad affrontare, ad accogliere e a trasformare sulla pagina in poesia. “La vita ha voce/ di fragile bellezza: trasparente…” Ed è appunto attraverso la trasparente bellezza della vita che Daniela guarda, guarda al mondo attorno a sé e soprattutto al mondo dentro di sé. Così le poesie di “Segreta” si possono considerare le pagine di un diario intimo, in cui un anima si ascolta e si esprime. Esprime il proprio stupore e l’amore davanti al mistero, spesso doloroso, della vita in cui il dolore personale si fa mezzo per meglio comprenderla e per meglio guardare dentro di sé. Attraverso la scrittura Daniela Cattani Rusich  esplora l’oscurità di ciò che sfugge all’umano intendere, per scovarne l’essenza, per prendere e dare luce. Il tutto con immagini che colpiscono per la sensualità e la forza espressiva direttamente proporzionale alla tensione dell’emozione, del lampo poetico che le precede. Non mancano temi sociali, come l’anoressia, l’infibulazione, il genocidio nazista, la violenza sulle donne. Interessanti le sinestesie con altri artisti segno anche della generosa apertura della poetessa verso gli altri, in uno scambio reciproco di sensazioni ed emozioni, di condivisione del proprio mondo interiore e del proprio lavoro. Queste le mie brevi considerazioni per introdurre i lettori di ViadelleBelleDonne alla poesia di Daniela Cattani Rusich